jSharing - JA Teline III

Testimonianza di Nadia Dietre

La storia dell'incontro con la mia famiglia argentina,inizia grazie alla mia curiosità riguardo a tutte le "cose di una volta".
A casa mia ci sono cose "vecchie" di ogni tipo, dagli atrezzi da lavoro ai libri per la Messa,dai registri delle tasse alle lanterne a olio,dai documenti antichi alle lettere................e ognuno di di questi oggetti, ha una sua storia e per me e mio marito hanno tutti un grande valore,magari non economico ma affettivo.
Dopo avervi detto questo,potrete capire, l'emozione che ho provato quel giorno,aprendo un vecchio baule che una volta apparteneva al mio nonno materno.
In mezzo a tanti documenti,oggetti e cartoline,ho trovato alcune lettere conservate con molta cura.
Le ho lette e rilette molte volte e così ho scoperto che la mia bisnonna Maddalena Meneghini ( la mamma del mio nonno) aveva quattro fratelli, Giovanni, Albino, Pietro e Paolo, che nel lontano 1890 ( circa ) erano partiti da Torcegno ( un piccolo paesino in provincia di Trento ) in cerca di lavoro e di fortuna. Allora, il loro paese stava attraversando un periodo molto difficile a causa di siccità prima e di alluvioni in seguito, e per i giovani di allora, partire, significa anche, dare a chi restava,una possibilità in più di farcela con quello che la terra riusciva a dare.
Il loro viaggio li aveva portati in Argentina e da lì,non avevano più fatto ritorno.
Da quelle lettere, ho capito che si erano fatti ognuno la propria famiglia e avevano avuto molti figli.
Ma oltre a queste notizie, da quegli scritti, si poteva capire, il profondo affetto e la nostalgia che ancora li legava alla propria sorella e al loro paese: avrebbero desiderato fare "una passeggiata a Torcegno se Dio vuole" per abbracciare ancora i loro cari.
Purtroppo, nessuno, in Italia li aveva più rivisti e le loro lettere, dopo il 1930, avevano smesso di arrivare.
Il loro sogno,da troppi anni, era chiuso in quel baule.

Così decisi che era arrivato il momento di realizzarlo.
Le mie ricerche sono state difficoltose e ho impiegato molto tempo per trovare le loro tracce.
Dopo molti tentativi, anche tramite varie associazioni di emigranti, che non erano andati a buon fine, ho deciso di tentare la fortuna.
Sono riuscita ad avere, tramite internet, alcuni indirizzi di persone che portavano il cognome Meneghini e che vivevano in varie città dell'Argentina.
Ho scritto molte lettere con la mia richiesta d'aiuto e le ho spedite a caso, un pò qua e un pò là.
Era il 03/03/2003.

Il 17/03/2003, ho ricevuto una telefonata che mi ha riempito il cuore di gioia!!!!!
Al telefono, c'era un signore,Roche, che parlava molto bene l'italiano.
Chiamava lui perchè chi aveva ricevuto la mia lettera,parlava solo spagnolo.
Roche, mi spiegò che avevo finalmente ritrovato i famigliari dei miei "zii".
Erano Ernesto ( Bubito ) e Maddalena ( Nelida ), i miei cugini argentini.
Anche loro,come me, emozionati e felici per questo "ritrovamento".
Quando il signor Roche, mi passò al telefono Bubito, la gioia che provai fu grandissima.
Alla fine della telefonata, ancora con le lacrime agli occhi, decisi che sarei volata in Argentina al più presto!
Il 27 ottobre 2003, il mio viaggio ebbe inizio!
Partii da Venezia e dopo 24 ore arrivai a Tucuman. L'arrivo all'aereoporto fu la prima grande sorpresa.
Io e mio marito Sergio ( che mi ha accompagnato sia durante le ricerche che nel viaggio ) pensavamo di trovare ad aspettarci, Ernesto e Nelida, le sole due persone che fino ad allora avevo conosciuto attraverso alcune lettere e alcune telefonate, invece, ad accoglierci, c'erano molte persone e tanti bambini,tutti appartenenti alle loro famiglie!!!!!!
Tutti lì per darci un benvenuto speciale.
Finalmente era arrivato il momento di scambiarci quell'abbraccio che per molti anni era rimasto sospeso nel vuoto.

Una famiglia "separata" si era riunita dopo più di 110 anni!

Le emozioni e i sentimenti sono difficili da descrivere.
Quello che ho provato io è stato meraviglioso! Ho trovato una grande famiglia, pronta ad accogliermi e a farmi sentire a casa mia. Ho trovato affetto e calore,ospitalità semplice ma sincera. Ho conosciuto delle persone,felici di aver ritrovato le loro radici italiane ma altrettanto orgogliose di essere argentine!
Persone che amano il loro Paese, che molti anni fà ha saputo accogliere i " nostri avi". A Tucuman ho finalmente conosciuto la storia di quei quattro fratelli, delle loro famiglie.
Ho capito quanto sia difficoltoso lasciare il proprio paese per affrontare l'ignoto. Le fatiche,le paure, il dolore e la gioia che tutto questo può riservare.Ho conosciuto i miei cugini, frutto di tutto questo. Tra di loro anche le due figlie, ancora molto arzille, di Albino ( uno dei quattro fratelli ) le quali costodivano con cura la foto dei loro nonni che loro non avevano mai conosciuto!  Credo che quella sia l'unica foto esistente, pensate a quei quattro givani che lasciano per sempre il loro paese portando con loro questo "tesoro", che lo custodiscono per anni e che lo donano ai loro figli come unico ricordo e legame con il loro passato italiano. Non è emozionante?!?!

Quante emozioni ho provato in quei pochi giorni passati a Tucuman!!! Purtroppo non riuscirò a trasmetterle tutte attraverso le mie parole.

Non potrò mai dimenticare il mio arrivo a casa di Ruth, che ci ha ospitati, quando, davanti alla porta di casa sua mi ha detto: "Questa è la tua casa" Oppure quando ho abbracciato Bubito e anche se io non conoscevo lo spagnolo e lui non conosceva l'italiano, non abbiamo trovato difficoltà a capirci perchè, come dice lui: "La lingua che parliamo non ha importanza perchè noi non ci parliamo con il cervello ma con il cuore!"

Posso solo dirvi che questa è solo una piccola storia che però per me ha avuto e avrà per sempre un grande significato!
Porterò per sempre nel cuore tutte quelle persone che ho incontrato e per questo ringrazierò sempre tutti quelli che mi hanno aiutato, specialmente Bubito e Nelida che con le loro famiglie, si sono prestati affinchè il mio sogno si avverasse.

Grazie a loro, ho trovato ad accogliermi, in Argentina,una grande famiglia!!. Lì, ho ritrovato un legame forte che neppure cento e più anni sono riusciti a sciogliere. In Argentina ho lasciato anche qualche lacrima. Come al momento della mia partenza,quando ho ricevuto quegli abbracci sinceri colmi di affetto, quando qualcuno mi ha sussurrato un "ti voglio bene" e da tutti ho ricevuto quel saluto "HASTA LUEGO HASTA PRONTO".

In Argentina non mi sono sentita ospite ma, ”hija ed hermana”!!!!

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Commenti 

 
0 # Viviana 2010-12-30 07:46
Cara Nadia, quante emozioni ci sono in questa lettera!!!

Quelli che siamo lontani da casa nostra (Argentina) però che siamo a casa nostra (Italia), capiamo perfettamente le parole e condividiamo i sentimenti, visti dall'altra parte dell'oceano.

Grazie per condividere questi sentimenti così profondi con noi.

Viviana
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