“E la storia non finisce li…”
La mia storia ha molto a che vedere con quella raccontata da Nadia Dietre!
Io sono nipote di emigrati trentini che purtroppo non sono mai ritornati nella loro terra.
Avevo già spiegato i motivi di questa mi ricerca nell’anno
Siccome adesso la mia storia esce alla luce nuovamente, voglio raccontarla di nuovo a tutti voi.
Correva l’anno 2001 ed io avevo incominciato a interessarmi nella storia dei miei avi italiani (ero giá nonna e pensavo che quando mia nipotina mi avesse domanadato qualcosa sui miei antenati, non avrei saputo cosa rispondere!). Cominciai dunque la ricerca di informazione e documenti.
Ho iniziato dall’unico zio ancora vivo, figlio di mio nonno Pietro.
I miei primi passi alla ricerca d’informazione mi collegarono con il Circolo Trentino di San Carlos de Bariloche, città dove io abitavo in quel momento.
Mi sono interessata alle attività che loro svolgevano e sono diventata socia del Circolo, arrivando a far parte anche del loro consiglio direttivo come segretaria.
Ho partecipato, come segretaria, a diverse riunioni annuali con gli altri Circoli Trentini di tutta l’Argentina, tra le quali sottolineo l’incontro organizzatosi a Luján –cittadella vicina a Buenos Aires– nell’anno 2004 e al quale hanno partecipato circoli trentini dell’Argentina, dell’Uruguay, del Paraguay e del Cile. Ho avuto anche la fortuna di conoscere al nostro sempre ben ricordato Rino Zandonai, allora direttore della Trentini nel Mondo.
Nel 2002, continuando questa ricerca, mi ero recata a Tucumán per raccogliere qualche informazione da parte dei figli e nipoti dei fratelli di mio nonno. Sapevo che erano emigrati prima di lui nel 1890 e si erano stabiliti nelle province di Tucumán e di Santiago del Estero.
Nel marzo 2003 ho cominciato a studiare l’italiano presso
Nel novembre 2003 ho ricevuto una e-mail in italiano di una certa Kettj Dietre, dicendomi che la sua sorella Nadia erava venuta in Argentina col marito il mese prima e che erano andati a Tucumán, dove avevano conosciuto i Meneghini di quella città. Loro le avevano dato i miei dati, dicendo che dovevamo molto probabilmente essere parenti.
Ero così felice! Avevo toccato il cielo con un dito! Era un vero miracolo! Avevo finalmente ritrovato la mia famiglia italiana!
Tutte e due: Nadia Dietre ed io, Adelia Meneghini, eravamo discendenti di due Meneghini. La sua bisnonna Maria Magdalena –“nonna Pina”– era sorella di mio nonno Pietro Amadio –“nonno Pedro”–, entrambi nati e cresciuti a Torcegno Valsugana (TN).
Nadia ed io abitavamo a migliaia di chilometri di distanza, senza sapere fino a quel momento nulla l’una dell’altra, ma avevamo avuto la stessa inquietudine… e la nostra ricerca ci ha incrociato!
Fino ad oggi, grazie a Internet e alle e-mails, siamo sempre in contatto.
Nell’agosto 2006 ho realizzato il mio sogno di viaggiare in Trentino e di visitare il paese di origine di miei avi… E devo dirvi che avevo già una conoscenza abbastanza buona della lingua italiana.
Mi ha ricevuto con grande amore Nadia, insieme a suo marito Sergio, a zia Lidia (sua mamma) e alle altre sorelle di Nadia. Si vede che c’era un legame familiare molto forte e sincero, grazie alla riscoperta della storia familiare dopo cento anni dell’emigrazione dei nosrri avi.
Nel 2007 Nadia e Sergio ritornarono in Argentina e visitarono prima Tucumán e, giorni dopo, li ho ricevuto a casa mia, nella località El Bolsón (provincia di Río Negro), dove hanno potuto conoscere la mia famiglia.
Finalmente, lo scorso mese di settembre 2010, ho fatto il mio secondo viaggio in Trentino, quella bellissima e prospera regione!
Devo ammettere che il mio cuore è diviso in due… Una parte è legata alla mia patria Argentina, dove abitano i miei figli, mentre l’altra è ancorata al Trentino.
Come vedete, la storia si intreccia…. Ma la emozione è la stessa!
Fortunatamente, in quest`ultimo viaggio ho potuto entrare in Italia come cittadina italiana, un omaggio ai miei avi che non sono mai ritornati in Patria… L’ho potuto fare dopo otto anni di pratiche e di lunghe attese… Alla fine però ho potuto realizzare il mio sogno di diventare cittadina.
Sentivo che dovevo chuidere quel cerchio aperto con la partenza dei miei avi verso terre ignote , chissà pensando di ritornare anni dopo. Il loro sogno di riabbraciare i loro fratelli e sorelle, però, non è stato possibile…
Ho sempre pensato che nonna Pina ha guidato i miei passi e quelli di Nadia anche per dar luogo a questo ritrovarsi della famiglia.
La ricerca delle radici è un argomento davvero interessante e, allo stesso tempo, nel realizzarlo ognuno riesce a fare un passo in avanti come persona. Dico sempre che, dopo questo percorso, adesso so davvero chi sono!
Ringrazio finalmente Maria Grazia in Lenzi, con il cui suo aiuto e sostegno ho potuto ritrovare nel 2006 la famiglia di Nonna Marina: i Derù di Scurelle,!... Ciao cari zii Livio e Romana!
Il mio consiglio a tutti è di cominciare a cercare anche voi le vostre radici. Fatelo! Vi sorprenderete delle cose che scoprirete e di tutto quello che sarete capaci di trovare… Proverete la soddisfazione, l’emozione e l’amore che accompagna ogni incontro.

