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Da Gazzadina a Buenos Aires

“Sono Luciano Andreolli, nato a Gazzadina di Meano (Trento) il 16 novembre 1929, emigrato in Argentina nel 1948 contro la mia volontà. La verità è che io nel Trentino mi trovavo bene. Ma siccome c’era la possibilità di un conflitto tra l’Italia e la Iugoslavia per il caso Trieste e a me tocava il servizio militare, per paura mio padre decise di partire.

Dopo due mesi di permanenza a Genova, ritardo dovuto al fallimento della Compagnia Naviera, ci siamo finalmente imbarcati nella stiva della nave “Anna C”, dovendo pagare un supplemento. Siamo arrivati a Buenos Aires dopo 22 giorni di viaggio in pessime condizioni.

In Argentina ho lavorato un anno nella fabbrica dello zio Valentino, fratello di mio padre, e poi quattro anni come autista e anche bigliettaio di autobus, facendo otto ore di andata e otto di ritorno, tutto questo nella Provincia de Córdoba, a 800 km da Buenos Aires.

Nel 1951 mi sono inscritto nella Scuola Internazionale per l’America del Sud, studiando per corrispondenza Elettrotecnica e Radio. Ho nella mia memoria il vivo ricordo di quel 31 dicembre 1952, a mezzanotte, quando ho potuto ascoltare gli auguri di Anno Nuovo dalla prima radio da me armata.

In settembre 1953 sono stato assunto come elettricista da una ditta italiana con sede a Buenos Aires, chiamata “Eugenio Grassetto di Padova”, dove ho lavorato per tre anni. Poi ho cominciato a lavorare per mio conto in installazioni elettriche in edifici ed industrie con un risultato ottimo.

Ho dovuto fare molti sacrifici nel lavoro. Questo però non mi ha costato più di tanto, giacché nel Trentino ero stato abituato ai sacrifici. Ricordo ancora lo sforzo che avevo fatto quando avevo 11 o 12 anni, per assistere alla scuola industriale a Trento e, più tardi, dai 13 ai 16 anni all’Istituto Agrario di San Michele, facendo il viaggio a piedi da Gazzadina a Lavìs, per poi prendere il tram, tutto questo in mezzo al freddo, la neve e la pioggia. E poi, finalmente, dai 17 ai 19 anni, lavorando tutti i giorni con i camion di mio padre.

Nel 1961 mi sono sposato a Buenos Aires con una signorina belga, Eveline. Nell’aprile 2011 facciamo 50 anni di matrimonio: le nostre “Nozze d’Oro”. Con lei ho avuto cinque figli: Silvana, professoressa di matematica, che ha due figli; Eduardo, elettrotecnico che continua a portare avanti la mia ditta di impianti elettrici e ha due figlie; Marcella, insegnante, e sposata con un alto ufficiale dell’Aeronautica, in questo momento si trovano nel Perú per due anni dove lui fa l’istruttore militare di volo, anche loro hanno due figli. Poi, Sergio, che da 21 anni si trova in Germania con un negozio di gelatteria e bar e si è sposato con un’italiana originaria di Treviso; loro hanno due figli. E, per ultimo, Jorge, di 42 anni, ufficiale della Aueronautica Argentina e sposato con una avvocata, con la quale ha tre figli.

Sono in pensione da sei anni. Devo dire che mi sono adattato alla vita in un’Argentina che purtroppo, a mio avviso, è in decadenza economica e culturale per l’incapacità e corruzione dei politici di turno. Sono stato 41 anni senza rientrare nel Trentino, ma dopo quel lungo periodo lontano dalla mia terra, dal 1989 ogni anno mi faccio una scappatina per salutare i parenti e amici e vedere le nostre montagne.

Anche se sono emigrato da 62 anni in Argentina e qui mi trovo molto bene, non posso dimenticare le montagne del bel Trentino”.

* Luciano Andreolli, socio del Circolo Trentino di Buenos Aires, è stato presidente della Federazione dei Circoli Trentini in Argentina ed è un grande amico della comunità trentina. Sempre dal volontariato, Luciano ha collaborato nella fondazione di numerosi Circoli all’interno del Paese, è stato per anni responsabile della gestione del Piano di Solidarietà della Provincia Autonoma di Trento in Argentina ed è tuttora presente, sostenendo il lavoro delle istituzioni che raggrupano i discendenti dei trentini in questa terra e mantenendo vivo il legame con il lontano Trentino.

http://www.youtube.com/watch?v=4KaEqWC8IYA

Commenti 

 
+1 # Delfina 2011-03-20 22:53
Bravo Luciano! un abbraccio forte forte, a te ed Eveline, vi voglio molto bene :-) Delfina
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