DALLA VAL DI SOLE A RAFAELA:
L’avventura delle famiglie Zanoni e Panizza
Storicamente Vermiglio, nella Val di Sole, era stata un’area di confine. Le conseguenze delle due grandi guerre erano state disastrose. Francesco Panizza era nato a Mitendorf (Austria) –dove erano stati trasferiti tutti gli abitanti di Vermiglio– nel 1915. Celestina Slanzi era nata a Vermiglio il 30 giugno 1921. Vent’anni dopo, durante
Francesco e Celestina si sono sposati nel 1947. Lui era fabbro, lei era casalinga e lavorava anche come domestica a Milano. In pieno dopoguerra, le condizioni di vita erano assai difficili, mancava il lavoro e c’erano voci in giro che parlavano della possibilità di un nuovo conflitto bellico che avrebbe coinvolto l’Italia. Decisero dunque di intraprendere la via dell’emigrazione.
L’Argentina li aspettava. Partirono da Genova nel mese di giugno 
Avevano però nostalgia della famiglia e degli amici lasciati in patria, e alla fine decisero di tornare. Nel 1952 è nato a Vermiglio Marino Angelo, il loro terzo figlio. Le condizioni di vita non erano cambiate e non c’era nessuna possibilità per loro. Due anni più tardi si è presentata una nuova opportunità di “fare l’America” e non potevano dire di no: Francesco, Celestina e i loro tre bambini –Andrea Emilio, Mario Rentao e Marino Angelo– partirono rumbo al Cile, insieme ai loro familiari Aldo Zanoni, la moglie Otilia Slanzi e i figli Stefano, Elvira e Cherubina.
La possibilità di trasferirsi a
Le condizioni erano durissime, ma Francesco Panizza e Aldo Zanoni non si sono lasciati sconfigere dal pessimismo. Si sono messi in collegamento, via posta, con i loro parenti Luisa e Serafino, residenti a Rafaela, in Argentina, e hanno deciso di trasferirsi in quella città. Il viaggio in treno verso Mendoza, attraverso
A Rafaela sono nati Maria Rosa, la figlia più piccola di Francesco Panizza e Celestina Slanzi; Silvio e Pedro, figli più piccoli di Aldo Zanoni e Otilia Slanzi. In questa città sono cresciuti i loro nipoti, ai quali hanno saputo trasmettere i valori dello sfrozo, il lavoro e la solidarietà. Oggi i suoi discendenti ricordano, con orgoglio, i nonni venuti dal Trentino tanti anni fa.
La storia qui raccontata è la sintesi della testimonianza di Andrea Panizza, pubblicato nella rivista della Famiglia Trentina di Rafaela, Numero Speciale, Anno 3, Nº 6, Agosto 2000.





