La cittadinanza italiana in 240 giorni
Avv. Lara Olivetti
Attendere anni per poter chiedere e ottenere il ricoscimento della cittadinanza italiana è possibile, ma non è giusto. I mezzi e le persone a disposizione degli uffici competenti, per primi i consolati, sono insufficienti per trattare le richieste di tutti i discendenti degli emigrati italiani. Ma queste difficoltà devono essere affrontate dallo Stato italiano e non possono essere scaricate su chi ha diritto alla cittadinanza, con l'effetto di escluderlo.
Così ha risposto il Tribunale Amministrativo del Lazio, giudice competente anche per le controversie fra le persone residenti all'estero con le amministrazioni dello Stato italiano. Il riferimento è alla sentenza del 30 maggio 2011 n. 4826 (Link al documento allegato). Alcune spiegazioni potranno chiarire perché questa decisione è importante e quali sono i limiti e le prospettive per chi vorrebbe ottenere la cittadinanza.
Il caso: la sentenza consegue al ricorso presentato da una cittadina brasiliana di origine italiana. Aveva richiesto al Consolato italiano di San Paolo (Brasile) la legalizzazione dei documenti necessari e ottenere il riconoscimento della cittadinanza. E' stata messa in lista per un appuntamento al 2015. Una data troppo lontana per ottenere il riconoscimento del diritto previsto da sempre dalla legge italiana. La signora aveva quindi mandato una lettera di diffida al Consolato a legalizzare i documenti e terminare il procedimento entro i termini generali previsti dalla legge (90 giorni). Ma il Consolato aveva risposto che non poteva fare di più per insufficienti mezzi e risorse a disposizione. La richiedente ha fatto ricorso al TAR, per far annullare la risposta del Consolato, considerandola un diniego di fatto alla cittadinanza italiana.
La sentenza del TAR è importante perché da un messaggio chiaro allo Stato italiano e ai cittadini: non si può negare la cittadinanza italiana. In particolare, si chiarisce che:
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il procedimento di riconoscimento della cittadinanza italiana può durare al massimo 240 giorni, legalizzazione inclusa;
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il sistema di prenotazione degli appuntamenti al Consolato è inefficiente e illegittimo se comporta tempi lunghi di attesa e non consente di terminare la trattazione dei procedimenti entro il termine di 240 giorni;
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si può ricorrere al TAR per ottenere che l'amministrazione legalizzi i documenti e concluda il procedimento di riconoscimento della cittadinanza entro 240 giorni;
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se il Consolato non osserva questi termini, si può fare ricorso al tribunale amministrativo e ottenere che sia nominato un ufficiale apposito che farà le operazioni necessarie al posto del Consolato (detto Commissario ad acta);
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nel caso di specie, la legalizzazione dovrà essere fatta dal Consolato entro 90 giorni dalla comunicazione della sentenza; se non provvederà, il TAR potrà nominare un ufficiale apposito per fare la legalizzazione
Si devono però osservare anche altri aspetti meno positivi:
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Ricorrere al Tribunale amministrativo comporta costi alti (dai 3,000 euro in su) e tempi lunghi (circa 18 mesi);
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Il Tribunale amministrativo non ha condannato lo Stato italiano a pagare le spese per il processo, anche se ha riconosciuto la ragione della ricorrente. Le spese rimangono a suo carico.
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La legge non prevede il potere del Tribunale amministrativo di riconoscere direttamente la cittadinanza italiana;
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Anche se il Tribunale riconosce la ragione del ricorrente e l'obbligo del Consolato di rispettare i termini e il diritto alla cittadinanza, se il Consolato non provvede è necessario fare una ulteriore domanda al TAR al fine di nominare un ufficiale che faccia le operazioni necessarie al posto del Consolato: questo procedimento, detto "esecutivo", può far aumentare i costi e i tempi dell'azione legale.
Le prospettive – rimane difficile ottenere la cittadinanza italiana nella situazione odierna. Se il Governo continuerà a destinare insufficienti risorse all'amministrazione competente per il riconoscimento della cittadinanza, la promozione di nuovi ricorsi contro i Consolati portarà a risultati solo per coloro che potranno promuovere le cause, tempi comunque abbastanza lunghi e a ingenti spese. Tuttavia, il significato di questa sentenza supera il caso individuale. Questo precedente può aiutare le autorità dello Stato a correggere le scelte relative all'attuazione del diritto alla cittadinanza italiana, aumentare la consapevolezza dei rappresentanti politici rispetto all'illegittimità dell'attuale situazione e impegnarsi a trovare soluzioni per ricostruire il rapporto fra italiani in Italia e fuori. Questo è dato anche e soprattutto dal rapporto degli italiani nel mondo con i Consolati, che rappresentano lo stato e la società italiana nel mondo.
Lara Olivetti, avvocato a Trento 30 giugno 2011
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Sentenza del TAR
Commenti
Esperando tener una grata solición me despido de usted atentamente.
Aqui se ven las colas en el consulado!
Luis